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Telemedicina: al via il progetto “Remote” per le persone con emofilia

Aggiornamento: ago 28

Fonte: AboutPharma

Avvicinare i Centri per l’emofilia alle case dei pazienti, grazie alla tecnologia. È l’obiettivo di “REmoTe”, un progetto di telemedicina nell’ambito delle malattie emorragiche congenite (MEC), lanciato da Csl Behring in collaborazione con Altems (Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari). “La pandemia – ricorda una nota che annuncia il progetto – ha reso indispensabile ripensare l’organizzazione del Servizio sanitario nazionale, in particolare a livello territoriale e ha rappresentato, comunque, l’opportunità per favorire l’attivazione degli strumenti di sanità digitale: un rinnovamento organizzativo e culturale. Il progetto REmoTe mira a favorire questo cambiamento introducendo la telemedicina per il monitoraggio e la gestione dei pazienti, nonché l’istruzione dei pazienti e del personale, utilizzando sistemi che forniscono accesso rapido ai consigli degli esperti e alle informazioni sui pazienti, indipendentemente da dove risiede il paziente o le informazioni”.

Le due fasi del progetto REmoTe

Il progetto è articolato in due fasi: “La prima – sottolinea Lara Pippo, Head of Market Access & Government Affairs di Csl Behring – sarà la stesura di un manuale operativo ritagliato sulle esigenze dei Centri Emofilia e dei pazienti . La seconda fase sarà dedicata a raccogliere e analizzare gli indicatori che saranno registrati dai centri per ogni prestazione, in modo da ottenere un ‘cruscotto’ mediante il quale valutare l’efficacia e la validità delle soluzioni di assistenza adottate. Al termine di questa fase sarà prodotto congiuntamente con i centri un report che avrà il compito di descrivere vantaggi e direzione da percorrere”.

Telemedicina dopo (e durante) Covid

Fabrizio Massimo Ferrara, coordinatore del Laboratorio sui sistemi informativi di Altems, ricorda l’impatto della pandemia sulla diffusione della telemedicina: “L’epidemia Covid-19 ha dimostrato la validità e la necessità di soluzioni di telemedicina, che permettano di assicurare cure e assistenza ai pazienti fragili e cronici. A dicembre 2020 erano state censite oltre 200 iniziative basate sulla telemedicina, avviate dalle singole aziende ospedaliere a partire dall’inizio di marzo 2020, oltre il 70% delle quali dedicate all’assistenza dei pazienti non Covid”

Le linee guida

A dicembre dello scorso anno, la Conferenza Stato-Regioni ha approvato le “Indicazioni nazionali per l’erogazione delle prestazioni in relemedicina” definite dal ministero della Salute. Il documento guarda alle soluzioni di telemedicina come a un approccio preferenziale per l’erogazione di visite di controllo e di prestazioni che non richiedono necessariamente il contatto diretto con il paziente. La televisita entra così a pieno titolo nel Ssn è in corso la definizione del tariffario.

Monitoraggio puntuale

“Il progetto REmoTe – commenta Giancarlo Castaman, direttore del Centro per le Malattie emorragiche dell’Ospedale Careggi di Firenze – vuole avere un impatto positivo non solo sulle performance ma anche sulla qualità di vita dei pazienti. Le indicazioni operative devono essere quindi facilmente applicabili e basate su solide basi scientifiche. La telemedicina si sta affermando come uno strumento importante nel mantenere dinamici e frequenti la sorveglianza e il monitoraggio dei pazienti. Tale modalità facilita inoltre i contatti con pazienti che vivono lontano dai centri e consente una più puntuale verifica delle condizioni cliniche e dell’impatto delle eventuali variazioni terapeutiche, gestite in tempo reale”.

Il ruolo della televisita

Sui vantaggi delle televisite si sofferma Giovanni Di Minno, direttore del Centro di coordinamento regionale per le Emocoagulopatie del Policlinico “Federico II” di Napoli: “È stato stimato che la televisita rappresenti una valida alternativa per oltre il 50% delle visite di controllo nelle quali sia previsto di verificare con il paziente l’evoluzione del suo stato di salute, prendere visione di esami e accertamenti recenti e dare indicazioni sul prosieguo della terapia e del trattamento. La piattaforma di comunicazione – prosegue l’esperto – diventa lo strumento tecnologico di abilitazione alla interazione con il paziente, senza determinare condizionamenti tecnici e/o organizzativi negli scenari esistenti. Sono molte le piattaforme già diffuse sul mercato che assicurano le necessarie garanzie di sicurezza e che possono essere utilizzate, con il vantaggio di non richiedere tempi ed impegni per installazione e la formazione degli utenti oltre che di presentare costi molto ridotti”.

La voce dei pazienti

Le iniziative come REmoTe vengono accolte con favore delle associazioni dei pazienti “Crediamo in maniera convinta nei possibili benefici derivanti da un utilizzo generalizzato della telemedicina in emofilia – afferma la presidente di FedEmo, Cristina Cassone – tanto da aver posto il tema al centro del proprio evento istituzionale in occasione della recente Giornata mondiale dell’Emofilia, ricevendo al riguardo anche la condivisione d’intenti da parte dello stesso ministro Speranza. Nell’ambito della patologia di cui ci occupiamo – conclude – la telemedicina in numerose circostanze potrebbe rappresentare per l’emofilico una valida alternativa alla visita di persona al Centro e comportare per i clinici una semplificazione nella gestione del trattamento e nella relazione con i propri pazienti”.

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